Associazione Asfodelo - Pocapaglia Associazione Asfodelo - Pocapaglia La Masca Micilina
Associazione Asfodelo - Pocapaglia La Masca Micilina
 
Home page
Asfodelo
Territorio
Pocapaglia
Leggende
Eventi
Confraternita Sant'Agostino
Contattaci
Photogallery
Partners di Asfodelo
Amici di Asfodelo
 
  La Masca Micilina  
  Nel piccolo paese di Pocapaglia, tra burroni e rocche irte di creste acuminate, visse infatti una donna piccola, dalla faccia scura, i capelli rossi, che andava per le strade del paesello gesticolando e pronunciando strane parole, dialogando probabilmente con gli spiriti maligni e forse, addirittura, con il diavolo in persona.

Chiunque avesse a che fare con lei finiva sempre in un mare di guai.
Si diceva infatti che un giorno, mentre chiacchierava con alcune comari, avesse toccato sulle spalle la figlia di una di loro alla quale, il giorno dopo, era cresciuta la gobba.
Un'altra volta aveva toccato una ragazzina che tornava da una vigna e la poverina era diventata, successivamente, tutta storta.
Il maleficio peggiore l'aveva però riservato al marito: pare che, quel giorno, lei fosse andata al mercato e avesse perso una scommessa sul peso di un cesto di ciliegie, pertanto aveva una gran paura della reazione del marito, uomo manesco e violento.
Aveva incontrato allora uno strano individuo (si dice che fosse il diavolo in persona) che aveva tracciato un cerchio sul suolo, invitandola a mettervi dentro un piede, mentre lui pronunciava parole incomprensibili.
Tornata a casa, aveva trovato il marito in terra, morto stecchito, per essere caduto da un albero di gelso.
Insomma, i Pocapagliesi erano convinti che tutte le calamità che colpivano il paese avessero un'unica origine: la maledetta strega Micilina.
Si era levato così dal popolo superstizioso di allora un violento tumulto, tale da far intervenire le autorità civili e religiose, che le fecero un processo in cui Micilina confessò effettivamente le sue relazioni con le potenze infernali.
La strega venne quindi bruciata viva sul rogo, su un'altura tra due voragini a nord di Pocapaglia.
Ma in quel frangente si scoprì che Micilina aveva molte compagne tanto che, a giustizia fatta, iniziarono a vedersi strane apparizioni: chiocce disperse con miriadi di pulcini che stridevano come le lime di un fabbro, ragni giganti che grugnivano come maiali, branchi di montoni che sibilavano come serpi e forse, ancora oggi, lo spirito della stessa Micilina si incontra con le compagne, nelle lampeggianti notti tempestose, per celebrare con loro ridde selvagge e sfrenate.
Di fatto, mia nonna, che proveniva proprio da Pocapaglia, mi raccontava sempre che, quand'era bambina, il paese identificava come masca una donna considerata malvagia, che nessuno osava avvicinare. Giunta in punto di morte, la donna sembrava non riuscire ad esalare l'ultimo respiro: gridava, implorava, supplicava affinché qualcuno le tenesse la mano.
Pare che la tradizione insegnasse che una strega non potesse morire se non avesse passato le consegne ad un'altra persona e tutti sapevano che, chi l'avesse toccata, sarebbe diventato la nuova masca. Nessuno quindi l'avvicinava ma, in quel caso, la donna non avrebbe potuto morire. A quel punto, dopo mille arrovellamenti per risolvere la questione, si pensò di metterle in mano una scopa; così la strega morì e, dopo aver bruciato la scopa, si mise fine alla lunga generazione delle masche.

La storia della masca Micilina è stata tramandata grazie ad un manoscritto del 1700 che si trova conservato, attualmente, nel museo della mia città.
Micilina stava per Michelina ed era una donna originaria di Barolo che era andata sposa ad un uomo di Pocapaglia. Trasferitasi nel paese del marito, era stata subito guardata con diffidenza in quanto forestiera.
Aveva poca voglia di lavorare e spesso si nascondeva per evitare gli ordini del marito che, quando infine la scovava, la riempiva di botte. Spesso lui si lamentava con i compaesani per le improvvise sparizioni della moglie e questo già le aveva favorito il soprannome di masca. Una serie di sfortunate circostanze, culminate nella caduta del marito dall'albero di gelso, avevano fatto sì che venisse presto accusata di stregoneria da quei superstiziosi e ignoranti compaesani.
Torturata in modo orribile, finì per confessare qualsiasi cosa le venisse chiesto, pur di far cessare il supplizio e, pertanto, fu effettivamente impiccata e bruciata sul rogo.
 
 
Fonti: testi del prof. Donato Bosca, storico
del Prof. Edoardo Mosca, studioso di antichità
 
  La leggenda della Masca Micilina, che ha già ispirato racconti e l’ormai tradizionale rievocazione del “Processo alla Masca Micilina” di Pocapaglia sarà raccontata in un film.
 
   
  Per ulteriori informazioni
 
   
  Donato Bosca, Langa Magica cento storie di masche tra finzione e realtà, Gribaudo Editore, 1988

Euclide Milano, Nel Regno della Fantasia - Leggende della Provincia di Cuneo, Fratelli Bocca Editori, Torino 1931

La vera storia della Masca (Articolo in due parti scritto dal Prof. Edoardo Mosca e pubblicato sul settimanale Brasette il 24 e 31 ottobre 1986)
 
 

 
 
 
Copyright © 2008 Associazione “ASFODELO “ o.n.l.u.s. - Cod. Fisc. 91019720043
 
Associazione Asfodelo - Pocapaglia Associazione Asfodelo - Pocapaglia